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U’ scescille: le polpette cacio e uovo fanno impazzire i turisti

U’ scescille: le polpette cacio e uovo fanno impazzire i turisti

I piatti tipici della tradizione culinaria termolese sono eccezionali nella loro semplicità. Alla base delle ricette ci sono ingredienti come pesce fresco e materie prime genuine, tipiche della cucina mediterranea: pomodoro, basilico, peperoni, olio di oliva, cipolla, aglio e sedano. 

 Quella termolese è una cucina sostanzialmente popolare, fatta di pochi ingredienti ben combinati tra loro, con sapori e odori che prevalgono sull’elaborazione dei piatti. Oggi vi proponiamo la ricetta tradizionale del piatto tipico che fa impazzire i turisti in visita a Termoli: u’ scescill.

 

U’ scescille, ecco il segreto della ricetta termolese

fonte: www.pixelicious.it

Le polpette alla termolese ricordano molto le più note “cacio e ovo”, ma la particolarità della nostra versione sta nella cottura delle polpette (non fritte), nella forma (ovali e non tonde) e nel sugo. Questo piatto un tempo veniva servito come accompagnamento alle zuppe di pesce, ma data la ricchezza degli ingredienti, si presta ad essere servito anche come piatto unico.

 

Gli ingredienti per 12 polpette “scescille”

Una dozzina di polpette possono soddisfare, a seconda che si tratti di un antipasto e di un piatto unico, da 2 a 4 persone. Vi occorreranno:

  • 3 uova;
  • 180 gr di pecorino;
  • 130 gr di mollica di pane raffermo;
  • prezzemolo;
  • cipolla;
  • 250gr di pomodoro;
  • peperoni;
  • sale;
  • pepe;
  • basilico.

 

Come preparare un ottimo “scescille”

La preparazione de u’ scescille si può dividere in tre fasi:

  1. Iniziate preparando il sugo in cui verranno cotte le polpette. In un tegame capiente mettete l’olio senza lesinare nelle quantità, tagliate la cipolla e lasciatela soffriggere fin quando non avrà assunto un aspetto dorato. Aggiungete i pomodori, i peperoni, sale e pepe, e lasciate cuocere il tutto per 30 minuti. Il sugo dovrà essere “lento”, ovvero non troppo denso, quindi se necessario aggiungete acqua durante la cottura;

  2.  Mentre il sugo cuoce, preparate l’impasto per le polpette. In una ciotola abbastanza capiente sbattete le uova ed aggiungete il pecorino grattugiato. Tritate la mollica di pane raffermo insieme al prezzemolo, versatela nel composto e lavorate il tutto aggiungendo un filo d’olio.

  3.  Quando avrete terminato di lavorare l’impasto, formate le “scescille”, usando entrambe le mani o aiutandovi con un cucchiaio, finché non assumeranno una forma allungata. Bagnando le mani potete evitare che si attacchino. Ponete le polpette nel tegame con il sugo e lasciatele cuocere delicatamente per 10-15 minuti, girandole delicatamente di tanto in tanto. Attenzione a non farle sfaldare!

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A fine cottura lasciatele riposare qualche minuto e servitele con abbondante sugo e qualche fogliolina di basilico. Buon appetito!

  

Itinerari turistici, i siti archeologici da visitare in Molise

Itinerari turistici, i siti archeologici da visitare in Molise

l Molise è una terra tutta da scoprire, ricca di bellezze naturali, arte e tradizioni. La sensazione che si prova visitandola per la prima volta, è un misto di stupore e meraviglia. Paesaggi incantevoli, siti incontaminati, stazioni sciistiche e riserve naturali, rendono questa piccola regione il luogo ideale per concedersi un break dal caos cittadino. Oggi vi proponiamo una selezione di itinerari turistico-archeologici da percorrere in giornata soggiornando a Termoli.

 

L’anfiteatro romano di Larino

Basta percorrere 30 km da Termoli per fare un tuffo nel passato e trovarsi al cospetto dell’anfiteatro romano di Larino. Costruito tra l’80 e il 150 d.C. era, come da tradizione, destinato ai combattimenti dei gladiatori e agli spettacoli di caccia. La struttura presenta la classica forma ellittica al cui centro è ancora visibile la fossa quadrangolare in cui le bestie, tramite una pedana mobile, facevano ingresso nell’arena. Si conservano ancora intatte le quattro porte di accesso all’arena: la Porta Nord (riservata ai gladiatori e alle bestie vincenti), la Porta Sud (quella dei vinti), la Porta Est e la Porta Ovest (riservate all’ingresso del pubblico). La particolarità della struttura risiede nella sua collocazione: venne costruita infatti nel bel mezzo di un contesto urbano già edificato. Per dare spazio a questa imponente struttura, tutto l’assetto urbano venne riorganizzato. Ma non solo: a causa del dislivello del terreno l’anfiteatro venne in parte scavato, in parte costruito verso l’alto. Si presenta dunque come se fosse un teatro, ma con una costruzione in pietra tipica dei tempi. Accanto all’anfiteatro sono stati ritrovati resti di terme, frammenti di colonne, capitelli, sculture, iscrizioni e di sontuose ville con pavimenti in mosaico. Tra questi ultimi, tre, sono conservati presso il museo civico del Palazzo Ducale di Larino e rappresentano: un leone ruggente, la scena leggendaria della lupa che allatta Romolo e Remo e un soggetto naturalistico che rappresenta foglie di vite, edera ed uccelli.

 

Il teatro sannitico di Pietrabbondante

In provincia di Isernia, a circa 80 Km da Termoli, sorge un complesso monumentale costituito da un teatro, un tempio e due edifici porticati. Il sito di Pietrabbondante rappresenta un’imponente testimonianza della civiltà sannitica, in grado di proiettare i visitatori in antiche atmosfere. Possiamo così immaginare i rituali religiosi, che si svolgevano nel tempio, e le accese dispute dei senatori, che avevano luogo nel teatro. Proprio il teatro, ai tempi nostri, fa da splendida cornice ad un importante evento di respiro internazionale: il Sannita Teatro Festival, evento estivo assolutamente imperdibile.

La poetessa Saffo descrive il sito di Pietrabbondante come “un luogo della mente e dell’anima (...) in questo tempio santo, dov’è un amabile bosco di meli, e altari ardenti del profumo di incensi. Qui fresca l’acqua risuona fra i rami dei meli, e tutt’intorno le rose fanno ombra”.

 

L’antica città romana di Altilia

Il sito archeologico di Altilia, che dista circa 94 Km da Termoli, è una meta irrinunciabile per gli amanti della storia antica. Conosciuta anche come “la piccola Pompei”, era un antico centro amministrativo romano. Grazie alla sua posizione strategica (l’Apulia a sud, il Sannio Pedro a nord, la costa adriatica ad est e quella tirrenica ad ovest) ben si prestava al controllo delle antiche vie mercantili. L’accesso all’area archeologica è possibile attraverso quattro “porte”: Porta Boiano, Porta Tammaro, Porta Terravecchia e Porta Benevento. A delimitare il sito, una cinta muraria realizzata con calcare proveniente dal Matese, che al suo interno racchiude un’area di 12 ettari a pianta quadrangolare. Addentrandosi in questa antichissima cittadina romana (risale infatti al I secolo dopo Cristo), ci si imbatte nell’antico teatro in cui si conservano ancora intatti i primi due settori delle gradinate e l’orchestra. In estate ospita spesso spettacoli teatrali particolarmente suggestivi ed emozionanti. 

Percorrendo l’antico centro, ci si immerge in quello che un tempo era il fulcro della vita economica e relazionale di Altilia: il macellum (mercato di generi alimentari), la basilica, la piazza del foro con i monumenti onorari e gli edifici pubblici, le fontane (particolarmente suggestiva quella del Grifo) e le terme. Nell’antica area residenziale rimangono tuttora tracce di vita quotidiana: il frantoio, la tintoria, il mulino, gli scarichi idraulici delle case e i canali di scolo. Nel 2010 Altilia ha ottenuto il prezioso riconoscimento “Scudo Blu Internazionale”, che prende il nome dal simbolo indicato nella Convenzione dell’Aia a protezione dei beni culturali.

 

Museo nazionale del paleolitico di Isernia

Ci spostiamo ancora a 100 Km da Termoli dove, nel territorio di Isernia, sorge uno dei principali siti archeologici preistorici a livello mondiale. Il museo sorge intorno all’area archeologica “La Pineta” dove, negli anni ‘70, vennero rinvenuti i resti di antichi giacimenti paleolitici, che oggi ci permettono di avere un quadro chiaro di quelle che erano le abitudini, lo stile di vita e gli accampamenti in cui visse l’uomo più antico di Europa: l’homo aeserniensis (homo erectus). I numerosissimi reperti ossei rinvenuti testimoniano che tra 700.000 e 500.000 anni fa la piana di Isernia era già abitata dai nostri antenati. Ma, cosa ancora più sorprendente, quello di Isernia può essere considerato il primo popolamento umano in Europa. Una scoperta talmente straordinaria da attirare l’attenzione del mondo scientifico: la rivista americana Nature dedicò la copertina alla scoperta molisana.

Il Museo nazionale del paleolitico di Isernia è composto da una sala espositiva e da un padiglione didattico. Nella prima è presente un gran numero di reperti originali restaurati, resti ossei di bisonti, elefanti, rinoceronti, ippopotami e orsi. Il padiglione didattico è invece costituito da una serie di percorsi che illustrano le fasi più importanti dell’evoluzione umana.

Tra i siti archeologici che vale la pena visitare segnaliamo inoltre: il castello di Gerione a Casacalenda (42 Km da Termoli), il Santuario della Madonna del Canneto a Roccavivara (56 Km) e l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno (132 Km). Ma il Molise offre ancora tante sorprese, non vi resta che venire a scoprirle!

 

Per info:
Regione Molise
Assessorato al Turismo
Via Milano 15 - 86100 Campobasso
Tel 0874 437821/ 437806
Pec: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Andare in vacanza a settembre conviene. Ecco i vantaggi

Andare in vacanza a settembre conviene. Ecco i vantaggi

Il mare settembrino offre innumerevoli vantaggi: le spiagge sono meno affollate, le temperature più gradevoli, l’afa e la calura tipiche dell’estate piena lasciano il posto ad un clima mite e ad una piacevole brezza. Per chi da una vacanza cerca puro relax, settembre è sicuramente il mese più indicato per scegliere di partire.

Non siete convinti? Scopriamo insieme i 5 motivi per andare in vacanza in bassa stagione

 

1 - Relax assicurato

Traffico, confusione e file ovunque (al bar, al ristorante) vi danno noia? Beh, a settembre non le troverete. Dimenticatele! In tutte le località di mare come Termoli, settembre fa rima con relax e pace: le nostre spiagge sono meno affollate, i bimbi saranno liberi di giocare e sfogare la propria fantasia sulla sabbia e i genitori potranno finalmente godersi il sole o sorseggiare un drink in riva al mare, in completa tranquillità. Il nostro hotel ha una spiaggia attrezzata e mette a disposizione dei clienti un’area giochi dedicata ai più piccini, per la gioia di mamma e papà.

 

2 - Temperature gradevoli

L’afa e le temperature caraibiche, che non tutti sopportano, lasciano il posto alla brezza settembrina e ad un clima mite e piacevole. Settembre è dunque il mese ideale per fare lunghe passeggiate senza rischiare un’insolazione. Il lungomare di Termoli offre scorci eccezionali, omaggiati da numerose riviste a tiratura nazionale: il borgo antico a strapiombo sul mare guardando verso Sud, la Majella a Nord-Ovest e le Isole Tremiti a Nord-Est, perfettamente visibili quando il cielo è terso e sgombro da nubi.

 

3 - Prezzi più bassi

Andare in vacanza a settembre è più economico rispetto ad Agosto e, soprattutto per chi ha una famiglia, è un vantaggio non da poco. Perché non approfittarne allora?

 

4 - Escursione alle Isole Tremiti senza ressa

Termoli ha il grande vantaggio di offrire collegamenti per le Isole Tremiti attivi tutto l’anno. Luglio e Agosto sono mesi quasi proibitivi per visitarle ed è sempre meglio prenotare con largo anticipo, specie nei weekend. A settembre, invece, i flussi turistici diminuiscono sensibilmente e si può scegliere di visitare le Tremiti anche all’ultimo minuto. Per chi non ha molta dimestichezza con l’acqua alta, è possibile sostare sull’unica spiaggetta presente sull’isola di San Domino, super affollata in alta stagione. A proposito di Isole Tremiti, l’hotel Meridiano offre ai propri clienti la possibilità di acquistare i biglietti per l’imbarco direttamente in reception, senza doversi recare in anticipo al porto.

 

5 - Mare cristallino

Il mare settembrino ha colori unici, l’acqua è fresca e mediamente più trasparente rispetto ad Agosto, tanto da rendere difficile individuare il confine tra cielo e mare. Quando il vento è calmo e soffia solo una piacevole brezza, ci si trova davanti ad uno spettacolo incantevole.



San Basso, l’evento più atteso dell’estate termolese

San Basso, l’evento più atteso dell’estate termolese

Mancano poche ore alla festa più attesa dai termolesi: dal 3 al 5 agosto la città è in fermento per i festeggiamenti in onore di San Basso, patrono di Termoli.

San Basso termoli, processione a mare


Le origini di questa tradizione risalgono al lontanissimo 1791, anno in cui, durante il lavori di restauro nella Cattedrale, venne ritrovato un sarcofago contenente le reliquie del Santo. I festeggiamenti prendono il via con la consueta processione a mare del 3 Agosto, quando i pescherecci rivieraschi accolgono migliaia di devoti e curiosi in una breve “crociera”, offrendo agli ospiti dei gustosi aperitivi, in un clima festante. La processione rievoca il ritrovamento in mare del sarcofago contenente le reliquie del Santo, ad opera dei pescatori locali. È infatti una tradizione molto sentita dagli operatori ittici e dalle loro famiglie.

Al di là della leggenda, la storia ci riporta ancora più indietro nei secoli, fino al 1200 d.C. quando, a causa delle invasioni saracene, il vescovo di allora nascose nella cripta della Cattedrale, rinominata “Grotticella di San Basso”, i resti del Santo per evitare che venissero saccheggiati dai barbari. È così che ogni anno, il 3 agosto, la statua di San Basso esce dalla Cattedrale per essere condotta a spalla al porto e imbarcata su un motopeschereccio, estratto a sorte nei giorni precedenti. Portare il santo in barca è il desiderio di ogni marinaio termolese: San Basso infatti è considerato il protettore della pesca. La barca estratta per l'occasione viene addobbata a festa e salpa dal molo seguita da decine di imbarcazioni. La processione percorre i punti strategici di termoli: Rio vivo, Sant'Antonio e, una volta al largo, una corona di fiori viene gettata in acqua come omaggio al Santo. La processione rientra al porto dopo il suggestivo suono delle sirene di tutti i pescherecci presenti alla processione. Durante la notte la statua viene lasciata al Mercato Ittico, luogo scelto in onore e ad omaggio dei pescatori. 

 

San Basso Termoli


Nel pomeriggio del 4 Agosto la statua viene riportata in Cattedrale e a mezzanotte inizia la seconda fase dei festeggiamenti, con uno spettacolo pirotecnico finanziato dalle donazioni dei pescatori devoti. I fuochi d’artificio, che attirano in città decine di migliaia di visitatori, illuminano le acque e i cieli del porto e della spiaggia di Rio Vivo, a sud. Qui è ormai viva da anni la tradizione dei falò sulla spiaggia, dove i giovani del posto organizzano vere e proprie feste danzanti che si protraggono fino all’alba. Ogni termolese che si rispetti, potete giurarci, sente viva la tradizione e la devozione nei confronti di San Basso. Tra leggenda e superstizione, nessun termolese si avventura in acqua il giorno della processione: a “punta di stella” (così si indica nella tradizione marinara il 3 agosto), ti raccontano sin da bambino, non si fa il bagno in mare perché è molto forte il rischio di annegare. 

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La festa si conclude il 5 Agosto, giorno in cui è prevista l'esibizione di cantanti o gruppi musicali noti, solitamente nel piazzale del porto. Se non siete mai stati a Termoli per la tre giorni dedicata al Santo patrono, è ora di rimediare. Non ve ne pentirete!

 

Il gusto è tradizione: alla scoperta dei prodotti tipici molisani

Il gusto è tradizione: alla scoperta dei prodotti tipici molisani

È la penultima regione d’Italia per grandezza, ma è ricca di prodotti tipici gustosi e genuini. Parliamo ancora del Molise e della sua secolare tradizione agricola che fonda sulla produzione di alimenti e materie prime semplici, il suo enorme patrimonio enograstronomico.

 

Il Caciocavallo di Agnone

Fresco del premio di miglior formaggio a pasta filata italiano, durante il recente Italian Cheese Award 2019, il caciocavallo agnonese è una primizia apprezzata in tutto il mondo. Il recente riconoscimento è un vanto per tutto il Molise, che balza in cima alle classifiche, scavalcando addirittura la Campania.
Si tratta di un formaggio a pasta filata prodotto con latte 100% vaccino, rigorosamente locale. Ha una crosta dura all’esterno, di un colore che varia dal giallo paglierino al marrone, a seconda del grado di stagionatura. Le sue origini sono antichissime, viene prodotto infatti fin dai tempi della Magna Grecia. La particolarità risiede nella stagionatura che avviene all’interno di grotte naturali, dopo 20 giorni di maturazione. Il gusto è delicato, ma gli amanti del piccante restano estasiati dal caciocavallo più stagionato,che acquisisce un gusto più intenso e frizzante.

La Pampanella di San Martino

Piatto tipico di San Martino in Pensilis (Cb), la pampanella si trova solo in Molise. Il suo nome deriva da pàmpino, cioè la foglia in cui anticamente veniva avvolta la carne prima della lenta cottura. Si tratta infatti di carne di maiale speziata con aglio e peperoncino e cotta in forno, poi condita con aceto. La particolarità della sua lavorazione risiede proprio nella cottura: nella fase antecedente all’infornata, la carne viene coperta con carta paglia bagnata. Procedimento che le dona una inconfondibile morbidezza e ne esalta il sapore. Secondo la tradizione, veniva preparata solo in occasione delle feste locali: la corsa dei carri del 30 Aprile in onore di San Leo e la Fiera annuale del 30 Agosto. Attualmente, è possibile gustare la pampanella tutto l’anno, grazie alla maestrìa dei pochi produttori locali, che custodiscono inalterata la ricetta tradizionale.


La Pezzata

In una regione a forte vocazione pastorale, la pezzata rappresenta uno dei piatti tipici in molti paesini. Si tratta di un piatto a base di carne di pecora bollita, che prevede una lunga cottura. Se la carne di pecora ha solitamente una consistenza molto dura e un sapore decisamente intenso, sono proprio le tante ore di cottura a renderla morbida e delicata per il palato. Il segreto? Va cotta, secondo la tradizione, in un recipiente di rame e insaporita con verdure, patate e varie spezie.

Le Scarpelle

Note anche con il nome dialettale screpell, il profumo delle scarpelle fritte segna l’inizio delle festività natalizie. Sono fatte di una pastella a base di acqua, farina e lievito di birra, fritta in abbondante olio. Possono essere assaporate nella versione dolce, se cosparse di zucchero, o salata. Chi preferisce la seconda versione, le accompagna spesso con alici marinate, baccalà o cavolfiore. Un piatto semplice, come del resto tutta la gastronomia molisana, ma incredibilmente gustoso, che mette d’accordo grandi e piccini. Le scarpelle sono state inserite nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali a marchio PAT.


I Torcinelli

Gli amanti dei sapori forti e decisi, apprezzeranno sicuramente questo piatto. I torcinelli vengono realizzati con gli scarti dell’agnello, che altrimenti sarebbero buttati via: fegato, trippa e interiora, attentamente ripuliti e inseriti nel budello. Mantengono alta la tradizione, tipica del Sud Italia, di non buttare mai il cibo. E cosa ci perderemmo se lo facessimo! La ricetta tradizionale li vuole cotti alla brace ma in molti li apprezzano anche in umido.

La Ventricina

La ventricina di Montenero di Bisaccia (Cb) è un’eccellenza della salumeria molisana, ormai esportata anche fuori dai confini regionali. Realizzata solo con carne magra di suini allevati sul territorio molisano. Il suo colore acceso viene dal condimento con paprika, sale e finocchietto selvatico, che hanno bisogno di almeno 24 ore per insaporire la carne, prima che venga insaccata nella vescica del maiale. La stagionatura non deve mai durare meno di un anno e mezzo. Il risultato? Un sapore piccante al punto giusto ed una vera delizia per le papille gustative.

La Composta molisana

Una conserva di frutta e ortaggi può sembrare singolare, no? Eppure rappresenta una chicca della tradizione enogastronomica molisana. La composta si prepara con pere, uova, pomodori, carote, peperoni e cipolle, che vengono messi in un vaso di terracotta e lasciati a macerare per almeno un mese. Un sapore davvero sorprendente… provare per credere!

I Tortarelli

Un melone che assomiglia ad un ortaggio: in Molise c’è anche questo. I tortarelli sono dei meloni che però per forma, colore e sapore ricordano i cetrioli. Vengono gustati principalmente nelle insalate ed oltre ad essere gustosi, sono anche molto digeribili.

Il Formaggio di Pietracatella

Prodotto nel piccolo comune di Pietracatella, conserva intatte le origini nella sua preparazione. La maturazione infatti avviene all’interno delle mogie, grotte di tufo tipiche del paese molisano. Si presenta con una crosta rugosa e giallognola e all’interno ha una pasta molto morbida e umida. Si gusta principalmente come antipasto o accompagnato da verdure.

La Treccia di Santa Croce

Non è un semplice formaggio, ma una vera e propria opera d’arte. È un formaggio a pasta semidura filata prodotto con latte vaccino. Durante la preparazione, questa pasta viene tagliata a strisce e fatta filare con acqua bollente. Successivamente, i fili ottenuti vengono fatti rassodare prima in acqua fredda e poi in acqua salata. A questo punto, raggiungono la giusta consistenza per essere lavorati e vengono quindi disposti su un panno di cotone per formare una treccia. Formaggio tipico delle feste della Madonna dell’Incoronata e del Patrono San Giacomo, durante i festeggiamenti la treccia è portata a tracolla dai pastori, come se fosse una borsa.

Il Tartufo molisano

Il Molise è uno dei maggiori produttori nazionali di tartufo: vanta infatti il 40% della produzione italiana del pregiato tartufo bianco. L’entroterra isernino - principalmente i territori intorno a Carovilli, San Pietro Avellana, Capracotta e Boiano - è ricco di questo prodotto prezioso. La ricerca del tartufo richiede pazienza e devozione ma, una volta scoperto, si ha la sensazione di aver trovato un tesoro. Un pò come avviene a chi scopre la nostra piccola regione!

Dove andare in vacanza? 7 buoni motivi per visitare Termoli

Dove andare in vacanza? 7 buoni motivi per visitare Termoli

Non avete ancora scelto la meta per le vostre vacanze e siete in cerca di suggerimenti? Se amate il mare, il buon cibo, l’arte e siete alla ricerca di una località tranquilla, adatta alle famiglie e ai bambini, Termoli fa al caso vostro. Vi spieghiamo perché, dandovi 7 buone ragioni per venire qui in vacanza. Cosa vedere a Termoli?

 

1 - Il borgo antico di Termoli: una meraviglia che merita di essere visitata

Il Borgo antico è sicuramente la parte più affascinante dell’intera cittadina, con i suoi scorci mozzafiato e il suo inconfondibile profumo di mare. Gli autoctoni lo conoscono come il “Paese vecchio” ed è considerato una tappa quasi obbligata dagli abitanti dei paesi limitrofi e delle regioni confinanti, che popolano la città nel weekend, specialmente in primavera ed estate. Le sue origini risalgono al Medioevo, quando Termoli era un piccolo borgo di pescatori, dai confini che corrispondevano per l’appunto con l’attuale centro storico. Si presenta come un promontorio a strapiombo sul mare, circondato dalle antiche mura di cinta che servivano per proteggere la città dalle incursioni straniere provenienti dal mare. Questa sua caratteristica ha portato il Corriere della Sera ad incoronare la cittadina adriatica come uno dei borghi più belli d’Italia.

 

2 - Il Castello Svevo, che domina la città e si ammira da lontano

Il Castello è il simbolo della città ed è la prima cosa che si vede arrivando a Termoli da Nord. Le sue caratteristiche architettoniche lasciano supporre che sia stato costruito in epoca normanna. A seguito di un attacco della flotta veneziana, il Castello subì diversi danni e venne fatto ristrutturare e fortificare da Federico II di Svevia, da qui l’appellativo Svevo. Sovrasta l’intero borgo ed era il fulcro del sistema difensivo della città, insieme alle mura che cingevano l’intera città e alle torrette merlate. In realtà, si pensa che lo stesso Castello fosse solo la più grande di una serie di torrette d’avvistamento che circondavano il borgo marinaro. Attualmente possiamo ammirarne solo un’altra, rimasta intatta, in corrispondenza dell’entrata Sud del borgo antico. Le altre, almeno due, sono andate perdute nei secoli. Attualmente sulla sommità del Castello Svevo è presente la stazione metereologica dell’aeronautica militare, mentre le vecchie “segrete” fungono spesso da location a mostre d’arte e sono aperte alle visite di turisti e curiosi. Il Castello è anche una delle ambientazioni più ricercate per i matrimoni civili.

 

3 - La Cattedrale, mezza gotica, mezza romana

Nel cuore del Borgo antico, in corrispondenza del punto più alto della città, venne eretta la Cattedrale, presumibilmente tra il XII e il XIII secolo. Un edificio di rara bellezza, che si apre su una piazzetta molto amata dai termolesi e da chi viene da fuori. La Cattedrale di Termoli subì alcuni cambiamenti a seguito del terremoto del 1464, che si riscontrano nel diverso stile architettonico della facciata: la parte bassa ha conservato l’originario stile romanico pugliese, quella superiore è in stile gotico. Una caratteristica che la rende unica e che incanta gli amanti dell’arte sacra. Al suo interno sono conservati i resti del patrono della città, San Basso. Solo recentemente, tra il piano interrato della chiesa e l’adiacente Episcopio, è stato inaugurato il nuovo ingresso all’Ipogeo, che ospita reperti storici e conduce, attraverso un percorso suggestivo, all’area cemeteriale della Basilica-Cattedrale.

 

4 - Il vicolo più stretto d’Italia è a Termoli

“Rejecelle” è il suo nome in termolese. Si tratta del vicolo più stretto d’Italia, ma alcuni sostengono sia il più stretto d’Europa. È nascosto tra le viuzze del centro storico, in un’area accessibile solo ai pedoni. È una stradina ricavata come un tunnel tra due abitazioni e nel suo punto più stretto misura, pensate, soli 34 cm!

 

5 - Il Trabucco, un antico sistema di pesca

Antica costruzione utilizzata dai pescatori, il trabucco si presenta come una palafitta in legno, collegata alla terraferma attraverso una passerella. Le due braccia in legno che si allungano sull’acqua reggono una rete rettangolare che viene calata in acqua attraverso un argano.

Curiosità: non chiamatelo “trabocco” in presenza di un termolese, perché ciò aprirebbe una lunga dissertazione tra molisani ed abruzzesi. Non è infatti possibile stabilire chi abbia inventato questa particolare struttura in legno, usata tutt’oggi per la pesca. Di certo sappiamo che, oltre a Termoli, si possono ammirare i trabucchi (o trabocchi) lungo la costa adriatica, dall’Abruzzo alla Puglia. 

 

6 - Le spiagge di sabbia fina e il mare cristallino

Ai piedi del Castello è presente un’area verde con una balconata che si affaccia sul mare. Da qui è possibile godere di splendidi panorami e ammirare meravigliosi tramonti. Per questa sua caratteristica è stato ribattezzato Beledere dei fotografi. La foto ricordo di una vacanza a Termoli, non può che essere scattata qui, con alle spalle il lungomare Nord e le sue acque cristalline! Con cielo terso, in assenza di foschia, da qui si può ammirare la Majella. Affacciandovi da qui, siamo certi che sarete tentati dal fare immediatamente una passeggiata in spiaggia. Abbiamo un arenile fatto di sabbia finissima, un’acqua cristallina e un fondale basso. Caratteristiche che fanno di Termoli la perfetta meta balneare per le famiglie con bambini.

 

7 - Il buon cibo e i piatti marinari

Come tutti i borghi marinari, i piatti tipici termolesi sono a base di pesce. Celeberrimo il brodetto, una zuppa di pesce che ricorda il caciucco genovese, pur conservando un gusto unico. Termoli è una meta conosciuta anche dagli amanti della buona cucina ed è popolata di piccoli ristorantini che offrono delle viste mozzafiato. Provare per credere.

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